CURIOSITA SUI COLORI DEL MANTELLO DEL GATTO

Postato il 04. apr, 2009 da Carmine Picariello in Animali Domestici



Il gatto “originario” era a pelo corto, nero e striato.

Una serie di mutazioni genetiche spontanee, per adattarsi alla natura circostante, ha introdotto i colori, i disegni e il pelo delle varie lunghezze, arrivando così alle varietà di oggi.

Una modificazione genetica ha permesso di introdurre in una normale pigmentazione senza rosso due nuovi colori; il ROSSO vero e proprio; il CREMA, un colore diluito derivato dal rosso. Inoltre ci sono i mantelli: SQUAMA DI TARTARUGA, se oltre al rosso è presente anche il nero; BLUCREMA, se il colore è un mix tra il blu e il crema.Quando questi colori si presentano senza alcun disegno sono chiamato SELFI “bicolori” sono tre.

Un’altra variazione genetica ha introdotto la pezzatura bianca; tutti i gatti che hanno una parte del mantello bianca e una parte colorata vengono chiamati bicolori.

I bicolori hanno tre pezzature:

Il Bicolore propriamente detto, in cui il colore è presente per un terzo del mantello;

L’ Arlecchino, in cui il bianco rappresenta i cinque sesti del mantello;

Il Van, in cui il colore è circoscritto a testa e coda.

Le tonalità del nero:

Il colore nero ha subito delle modificazioni nelle tonalità: è, quindi, possibile avere i disegni prima citati nei colori:

Chocolate, il cui colore di fondo ricorda un cioccolatino fondente;

Cinnamon, un delizioso color cannella;

Blu, un grigio dalle diverse tonalità;

Lavander, il cui colore ricorda le coltivazioni di lavanda;

Fawn, un chiarissimo color pelle di daino.

Com’è il mantello del vostro gatto?

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