Il colore dei gatti

Postato il 04. apr, 2009 da Carmine Picariello in Animali Domestici



Di recente ho visitato una mostra felina. Ero circondato da centinaia e centinaia di gatti, di razze diverse, grandi e piccoli, corpulenti e sottili, con il pelo lungo e corto, pettinati e profumati. Occhi di ogni tipo che mi guardavano con curiosità, oppure che restavano velati dalla noia, visto che molto spesso i mici da concorsi dimostrano di essere un po’ stufi di sentirsi manipolati e di essere esposti al pubblico.

Si resta sempre colpiti, dalla grande varietà di colori dei gatti. Sembrano proprio tra gli animali più variopinti che ci siano. Nonostante appartengano tutti alla stessa specie, le tinte del loro mantello variano moltissimo dal nero al bianco, al rosso, al blu, fino ad attraversare poi tutta una serie di sfumature e macchie e disegni.

Ovviamente è stata la selezione operata dall’uomo a creare tutte queste variazioni perché in natura, allo stato selvatico, non potrebbero esistere gatti bianchi o rossi o con il pelo dai toni bluastri come il Certosino. Sarebbe impossibile infatti per un animale con questi colori rimanere nascosto e tendere agguati alle prede.

Si capisce perciò perché i gatti bianchi o rossi o di altri colori piuttosto evidenti sono in genere dei pessimi cacciatori. Le prede, soprattutto gli uccelli che hanno una vista acuta “sintonizzata” proprio sui colori, si accorgono subito della loro presenza e non servono a nulla gli sforzi dei mici che si appiattiscono al terreno o cercano di non farsi vedere accucciandosi dietro il tronco di un albero.

Molto più fortunati nell’attività venatoria sono invece i gatti maculati o tigrati, che riescono a mimetizzarsi meglio tra l’erba alta o le foglie degli alberi. In effetti, la colorazione maculata è la più primitiva cioè quella più simile all’antenato selvatico di tutti i gatti domestici. Ancora oggi i gatti selvatici hanno un mantello in cui ogni singolo pelo è nero, o marrone, con la punta gialla. Un mantello del genere risulta invisibile tra il fitto fogliame del sottobosco e permette ai gatti selvatici di sopravvivere uccidendo i piccoli animali di cui si nutrono.

Al di fuori della cerchia dei mici col pedigree, le combinazioni di colori sono infinite. I gatti randagi ne sono l’esempio e molto spesso il colore del loro mantello rivela interessanti particolari. Ad esempio i gatti che vivono nei paesi settentrionali hanno una quantità limitate di bianco nel pelo, a differenza di quelli che vivono più a sud.

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